giovedì 29 dicembre 2016

Non è facile invecchiare con garbo


“Non è facile invecchiare con garbo. Bisogna accertarsi della nuova carne, di nuova pelle, di nuovi solchi, di nuovi nei. Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza, senza mortificarla in una nuova età che non le appartiene, occorre far la pace con il respiro più corto, con la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi, con le giunture, con le arterie, coi capelli bianchi all’improvviso, che prendono il posto dei grilli per la testa. Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una nuova era, reinventarsi, continuare ad essere curiosi, ridere e spazzolarsi i denti per farli brillare come minuscole cariche di polvere da sparo. Bisogna coltivare l’ironia, ricordarsi di sbagliare strada, scegliere con cura gli altri umani, allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare, maledire i guru, canzonare i paurosi, stare nudi con fierezza. Invecchiare come si fosse vino, profumando e facendo godere il palato, senza abituarlo agli sbadigli. Bisogna camminare dritti, saper portare le catene, parlare in altre lingue, detestarsi con parsimonia. Non è facile invecchiare, ma l’alternativa sarebbe stata di morire ed io ho ancora tante cose da imparare.”

 Cecilia Resio
 Immagine di Alyssa Monks

Meravigliosa Figlio Mio, ho deciso che un giorno lascerò a te le cose che mi mancheranno di più.

Ti lascerò le mie albe, i miei tramonti, quelli più belli, quelli con te. Il rumore della neve che cade, il suono della musica, i colore delle stagioni. I miei paesaggi più cari, quelli che già conosci e quelli che scoprirai nei tuoi anni. Ti lascio poi il profumo che avevi il giorno che sei venuto al mondo, l'emozione della tua prima parola, il ricordo del tuo primo sorriso. Solo così, sarà meno lancinante il pensiero di privarmene. Insieme a ciò, ti lascio la vita. Non sprecarla.

Le tracce del cuore

Il nonno mangia da solo perché sporca troppo. La reazione del nipote fa cambiare idea alla famiglia



Un giorni un vecchietto fragile ed anziano andò a vivere con suo figlio, la nuora, e il nipotino di quattro anni. Le mani del vecchietto tremavano, la vista non era buona, e le gambe non lo tenevano più con stabilità. La famiglia mangiava insieme al tavolo. Ma le mani dell’anziano nonnino tremavano così forte e ci vedeva così male che gli restava difficile riuscire a mangiare. I piselli gli cadevano dal cucchiaio sul pavimento. Quando afferrava un bicchiere, il latte si rovesciava sulla tovaglia. Il figlio e la nuora si irritavano per tutta la confusione che creava. “Dobbiamo fare qualcosa riguardo a papà,” disse il figlio. “Non ce la faccio più a sopportare il suo modo di mangiare rumoroso, il latte rovesciato e il cibo sparso sul pavimento.” Così il marito e la moglie apparecchiarono un piccolo tavolino in un angolo. Là, il nonno mangiò da solo mentre il resto della famiglia si godeva la cena. Poiché il nonno aveva già rotto uno o due piatti, il cibo gli venne servito un una ciotola di legno. Quando la famiglia lanciava uno sguardo nella direzione del nonno, a volte vedevano che aveva una lacrima all’angolo degli occhi, mentre mangiava da solo. Nonostante ciò, le sole parole che la coppia aveva per lui erano taglienti ammonizioni quando faceva cadere una forchetta o rovesciava del cibo. Il nipotino di quattro anni osservava tutto in silenzio. Una sera prima di cena, il padre notò che suo figlio stava giocando con la pialla sul pavimento. Chiese al figlio dolcemente: “Cosa stai facendo?” Altrettanto dolcemente, il bambino rispose: “Oh, sto costruendo una piccola ciotola per te e mamma in modo che possiate mangiare il vostro cibo quando sarò cresciuto.” Il bimbo di quattro anni sorrise e ritornò al suo lavoro. Le parole del figlio colpirono i genitori così tanto da lasciarli senza parole. Allora lacrime iniziarono a scorrere sulle loro guance. Sebbene non fosse stata pronunciata nemmeno una parola, entrambi sapevano cosa doveva essere fatto. Quella sera il marito prese la mano del nonno e gentilmente lo accompagnò nuovamente al tavolo della famiglia. Per il resto dei suoi giorni egli mangiò ogni pasto con il resto della famiglia. E per ragioni inspiegabili, né il marito né la moglie sembravano prestare più alcuna attenzione quando una forchetta cadeva, o del latte veniva versato, o la tovaglia sporcata. Una nota positiva:


Ho imparato che, non importa cosa succede, quanto brutto possa sembrare l’oggi, la vita va avanti, e domani sarà meglio. Ho imparato che puoi dire molto di una persona dal modo in cui si comporta in quattro situazioni: un giorno di pioggia, gli anziani, lo smarrimento dei bagagli e le luci aggrovigliate dell’albero di Natale. Ho imparato che, qualunque sia la relazione che hai con i tuoi genitori, ti mancheranno quando non ci saranno più nella tua vita. Ho imparato che guadagnarsi “da vivere” non è la stessa cosa che farsi “una vita”. Ho imparato che la vita a volte ti dà una seconda possibilità. Ho imparato che non è necessario passare tutta la vita con un guantone da baseball da ricevitore in entrambe le mani. Devi imparare a restituire qualcosa. Ho imparato che se insegui la felicità, ti eviterà. Ma, se ti concentri sulla tua famiglia, sui tuoi amici, sui bisogni degli altri, sul tuo lavoro e sul fare il meglio che puoi in ogni situazione, la felicità ti troverà. Ho imparato che ogni volta che prendo una decisione a cuore aperto, di solito prendo la decisione giusta. Ho imparato che non devo essere tutto d’un pezzo anche quando sono in pena. Ho imparato che ogni giorno, dovresti andare verso qualcuno e toccarlo. La gente ama il contatto umano, il tenersi per mano, un abbraccio caldo, o solo un’amichevole pacca sulla spalla.
Ho imparato… che ho ancora un mucchio di cose da imparare.

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mercoledì 28 dicembre 2016

Tartufi di Pandoro


Ingredienti: 250 g di pandoro avanzato marmellata di arance q.b. cacao amaro q.b.


Procedimento:

Sbriciolare il pandoro avanzato con le mani

Aggiungere la marmellata

Mescolare bene, prima con un cucchiaio, poi con le mani

Formare delle palline

Passarle nel cacao amaro

Lasciare riposare i tartufi in frigo per 2 ore

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martedì 27 dicembre 2016

10 alimenti che aiutano a bruciare i grassi


Tè verde, anguria, mela, uva, pomodori, verdure crude, uovo, farina d'avena, zuppa, pesce, appiattire l'addome, addome piatto ridurre girovita, perdere la pancia, Come ridurre il grasso della pancia, Perdere grasso dello stomaco, Bruciare il grasso ventre, migliorare il metabolismo, Dieta pancia piatta, Bruciatore di grasso, Rapida perdita di peso,

 Il tè verde
Il tè verde è diventato molto popolare negli ultimi anni. Secondo alcuni studi, le proprietà del tè verde aiutano a tenere sotto controllo l’aumento del peso, anche quando si segue una dieta ricca di grassi. Questo è quanto confermano i ricercatori dell’Università Statale della Pennsylvania, i quali hanno rivelato che il tè verde riduce la capacità di assorbire i grassi degli alimenti ed aumenta il metabolismo, fondamentale per bruciare i grassi. Il cocomero Il cocomero, così come il melone, è un alimento ricco di acqua, ideale per completare le diete dimagranti. Questo alimento dà una sensazione di sazietà, inoltre, i suoi antiossidanti e nutrienti stimolano l’effetto brucia-grassi. Il consumo frequente di cocomero può aiutarvi a bruciare i grassi, soprattutto per quanto riguarda la zona addominale. La mela Le mele, ma anche le pere, contengono un composto chiamato pectina che aiuta a disintossicare l’organismo e ad evitare il colesterolo cattivo. Questi frutti sono ideali per perdere peso, sono ricchi di vitamina C, betacarotene, fibra alimentare, fitosteroli, flavonoidi, antiossidanti, vitamine e minerali.

L’uva
L’uva e l’uva passa sono alimenti che aiutano a disintossicare il corpo, quindi ideali per chi vuole perdere peso. Il consumo di uva può aiutare a controllare il colesterolo, in quanto questo frutto è ricco di potassio e di vitamina B. Un’ottima opzione per bruciare grassi in modo sano. Il pomodoro I pomodori sono tra gli ortaggi che contengono meno calorie, un solopomodoro ne apporta appena 33. Questo alimento è ideale per perdere peso, è ricco di antiossidanti, vitamine e minerali che aiutano a disintossicare l’organismo, attivano il metabolismo e favoriscono l’eliminazione dei grassi.

La verdura cruda
La verdura cruda, soprattutto gli ortaggi a foglia verde, apportano una buona quantità di acqua al corpo e sono poveri di calorie. Potete preparare delle riccheinsalate oppure utilizzare diversi ortaggi per ottenere un frullato saporito. Vi raccomandiamo soprattutto gli spinaci, le carote, il pomodoro, il porro, la lattuga, il sedano e le melanzane, tra i tanti. Le uova Anche se l’uovo in sé non ha delle proprietà brucia-grassi, è molto indicato nelle diete per perdere peso. Consumare 2 uova al giorno aiuta a dimagrire, soprattutto se mangiate a colazione. Danno una sensazione di sazietà, sono fonte di proteine e di energia, quindi permettono di sopportare meglio un programma alimentare di dimagrimento.

L’avena
L’avena è tra gli alimenti più salutari che si possano mangiare. È ricca di carboidrati complessi, fibra e proteine, quindi è un cereale a basso indice glicemico. Contiene grassi insaturi e micronutrienti che apportano molta energia.
L’avena dà una sensazione di sazietà, migliora la digestione e anche il metabolismo.

La minestra Una buona minestra di verdure può diventare la vostra migliore alleata per perde peso. A differenza di altri piatti, la minestra di verdure ha un livello di calorie basso, soddisfa l’appetito ed è un’ottima soluzione, oltre che saporita, per godere delle proprietà di diverse verdure. Potete variare con minestre di verdure, pollo, avena o riso.

 Il pesce Il pesce è una delle migliori fonti di proteine che esistano e contiene grassi sani. La maggior parte delle varietà di pesce è magra e contiene grandi quantità di Omega 3. Tra le specie di pesce più consigliate ricordiamo: il pesce persico, il merluzzo, il baccalà fresco, i calamari, il pangasio, l’eglefino e l’aringa.

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Gli alimenti simili agli organi che curano.


Scopri tutti i benefici e le similitudini in questo video.
A volte la natura è davvero spettacolare, basta guardarci in torno.
 Molti degli alimenti che ingeriamo, senza saperlo, hanno effetti benefici per gli organi del corpo ma non solo...
molti di questi alimenti sono simili agli organi che curano, incredibile ma vero.
Ad esempio, il pomodoro che fa bene al cuore, oppure le carote che fanno bene agli occhi.


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lunedì 26 dicembre 2016

IL MASSAGGIO secondo il pensiero di Osho


Il massaggio è un'arte sottile, non si tratta soltanto di abilità, ma piuttosto d'amore. Dapprima impari la tecnica ed in seguito la dimentichi. Quando conosci profondamente il massaggio, il novanta per cento del lavoro si fa attraverso l'amore, il dieci per cento attraverso la tecnica. Basta il contatto d'amore perché il corpo si rilassi. Se senti amore e comprensione per la persona che massaggi, se la vedi come un'energia di valore inestimabile, se le sei riconoscente per la sua fiducia in te e per il fatto che ti lascia agire su di lei con la tua energia, allora sempre più l'impressione di suonare uno strumento musicale. Non soltanto la persona, ma anche tu sarai rilassato. Massaggiando, massaggia soltanto, non pensare a nient'altro. Entra nelle tue dita, nelle tue mani come se la tua esistenza stessa vi entrasse. Non accontentarti di un toccare fisico. La tua anima penetra nel corpo dell'altro e le tensioni più intense si sciolgono.

 Del massaggio fanne un Piacere, non un lavoro. Fanne un gioco e divertiti.

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Scarola imbottita


Ingredienti per 2 scarole da 400 grammi l'una Scarola (indivia) Uvetta 50 g Pinoli 50 g Olive nere denocciolate 50 g Capperi dissalati 10 g Acciughe (alici) sottolio 10 g Pangrattato 50 g Pecorino grattugiato 30 g Aglio Olio di oliva extravergine di oliva Sale 3 g Pepe nero macinato 2 g 

Preparazione Per preparare la scarola imbottita potrete cominciare mondando quest’ultima togliendo le foglie più esterne e conservando quelle più tenere e incidere con una croce la base lavatela per bene e sgocciolatela; intanto lasciate insaporire l’aglio nell' olio in una padella capiente, così da prepararle entrambe. E non appena l’olio sarà ben caldo aggiungete le scarole (insieme ad un pizzico di sale, coprite e lasciate stufare per circa 20 minuti coprendo con un coperchio ; ogni tanto giratele da entrambe i lati così da non farla bruciare Intanto passate alla preparazione della farcia, quindi mettete in ammollo l’uvetta in acqua fredda fate lo stesso per dissalare i capperi, tenendoli in ammollo per 30 minuti cambiando l'acqua almeno 2 volte; su un tagliere sminuzzate le alici , poi lavate e sminuzzate il prezzemolo Poi in una nella padella versate 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva insieme all'altro spicchio d'aglio , lasciate insaporire qualche istante e poi togliete quest'ultimo e versate il pangrattato , lasciate abbrustolire qualche minuto e poi aggiungete le olive nere denocciolate Aggiungete i capperi dissalati, come spiegato in precedenza, e insieme ai pinoli e ai filetti di acciughe sminuzzati , dopodiché aggiungete anche il prezzemolo sminuzzato precedentemente , strizzate l’uvetta e versatela in padella e poi aggiustate di sale e di pepe , infine date una bella mescolata ; non appena il composto sarà amalgamato potrete spegnere la fiamma e lasciarlo intiepidire raccogliendolo in un recipiente e aggiungendo poi il pecorino grattugiato . A questo punto la scarola sarà pronta, quindi lasciatela intiepidire qualche istante e poi apritela nel mezzo molto delicatamente e sistemate il composto di pangrattato proprio al centro , facendo molta attenzione che il composto non fuoriesca . Sempre con molta delicatezza, chiudete la scarola e legatela con uno spago , infine sistematela nella pirofila insieme al liquido di cottura e cuocete in forno preriscaldato a 180° per 35 - 40 minuti circa. Trascorso il tempo la scarola imbottita è pronta , non vi resta che servirla!

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Risotto agli spinaci


Ingredienti •400 gr. di riso• •350 gr. di spinaci• •1 cipolla• •100 ml. di vino bianco secco• •1 l. di brodo vegetale• Preparazione di Base •30 gr. di parmigiano grattugiato• •Burro q.b.• •Sale q.b.• 

Preparazione Lavate accuratamente gli spinaci e fateli poi scottare per 5 minuti in una pentola con abbondante acqua calda, dopodiché strizzateli bene per eliminare l'acqua in eccesso, sminuzzateli finemente e teneteli da parte in caldo. Fate scaldare una noce di burro in una padella e fatevi soffriggere la cipolla tritata, che avrete precedentemente pulito. Quando la cipolla diventa dorata, versate in padella il riso, bagnatelo con il vino e fatelo tostare a fiamma bassa, dopodiché aggiungete anche gli spinaci e mescolate. Aggiungete poco alla volta il brodo, salate e proseguite la cottura per circa 20 minuti a fiamma bassissima. Quando manca 1 minuto al termine della cottura unite il parmigiano grattugiato e mantecate. Spegnete il fornello e servite il riso in tavola.

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Verza ripiena


INGREDIENTI : 1 kg di verza 30 g di polpa di manzo 250 g di polpa di vitello 2 cipolle 1 pizzico di paprica dolce 1 bicchiere di vino bianco secco 3 dl di brodo vegetale 1 uovo 50 g di parmigiano grattugiato noce moscata 400 g di polpa di pomodoro a pezzi 5 cucchiai di olio extravergine d’oliva sale


 PREPARAZIONE : Private la verza delle foglie esterne più dure, lavatela e lessatela per 15 minuti. Scolatela, immergetela per qualche minuto in una bacinella piena d’acqua e cubetti di ghiaccio, quindi lasciatela sgocciolare. tagliate tutta la carne in piccoli pezzi. Sbucciate 1 cipolla, tritatela e fatela appassire in una padella con 3 cucchiai d’olio, unite la carne, fatela rosolare, salatela e insaporitela con la paprica, bagnate con il vino e lasciatelo consumare in parte, poi versate metà del brodo, coprite, abbassate la fiamma e cuocete per 25 minuti. Aprite la verza, allargando i primi 3 strati di foglie, incidete la base del cuore con un coltello, senza intaccare le foglie allargate, staccatela con delicatezza e tritatela. Passate la carne al tritatutto con il suo fondo di cottura e raccoglietela in una ciotola, unite la verza tritata, l’uovo, il parmigiano e una grattugiata di noce moscata, mescolate bene e regolate di sale. Sistemate metà del composto al centro della verza e distribuite il resto tra le foglie allargate, quindi chiudetele. Tritate la cipolla rimasta e soffriggetela in una casseruola a bordi alti, con l’olio rimanente, senza farle prendere colore. Mettete la verza nel soffritto, unite il pomodoro e il brodo rimasto, salate, coprite, abbassate la fiamma e cuocete per 25 minuti. Lasciate riposare la verza per qualche minuto, quindi tagliatela a spicchi, sistematela nei piatti e servite con la salsa di cottura.

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SFORMATO DI ZUCCHINE


INGREDIENTI - 4 zucchine - 2 fette di prosciutto cotto - 2 bocconcini - grana o parmigiano - olio evo - pan grattato - sale

 PROCEDIMENTO Lavare, asciugare ed affettare le zucchine. Versare in una pirofila un pò d'olio e del pangrattato. Preparare lo sformato alternando zucchine, olio, sale, prosciutto cotto, bocconcino, grana o parmigiano, terminare l'ultimo strato con zucchine ricoperte di grana, pangrattato ed olio. Infornare a 190° per 40 minuti.

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Involtini di zucchine gratinati


Ingredienti per 4 persone 4 zucchine 6 fette pancarre' 50 grammi pinoli 50 grammi parmigiano q.b. maggiorana q.b. olio d'oliva q.b. sale q.b. pepe

 Preparazione degli involtini di zucchine gratinati
 1) Scotta in acqua bollente salata 4 zucchine tagliate a nastro per 10 secondi e sgocciolale.
 2) Frulla 6 fette di pancarrè con 50 g di parmigiano reggiano, qualche fogliolina di maggiorana, sale e pepe.
 3) Spennella le zucchine di olio e passatele nel mix aromatico. Distribuiscivi sopra 50 g di pinoli tostati, 50 g di uvetta, arrotola e chiudi con stecchini. 
4) Fai gratinare in forno a 180°C per 10 minuti.
 5) Servi gli involtini gratinati.

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domenica 25 dicembre 2016

PERCHE’ LE PERSONE GRIDANO ? – LEGGETELA E’ BELLISSIMA



Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
 “Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?” “Gridano perché perdono la calma” disse uno di loro. “Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore. “Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore. Allora egli esclamò:
“Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano solamente sussurrano. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”
Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

 -Gandhi

venerdì 23 dicembre 2016

Pesche dolci


Per le pesche: 500 g di farina 00 (se avete la manitoba fate metà e metà) 90 g di zucchero ½ panetto di lievito (12,5 g) 100 ml di olio 250 ml di latte 50 ml di acqua 2 tuorli q.b. scorza di limone grattugiata q.b. vaniglia

 Per la farcia ed il decoro: q.b. crema pasticcera q.b. bagna all’alchermes (acqua zuccherata + alchermes) q.b. zucchero semolato q.b. ciliegie candite q.b. tuorlo e latte per spennellare 


Preparazione: Sciogliere il lievito con un pochino di latte appena tiepido. Inserire tutti gli ingredienti in planetaria ed amalgamare utilizzando il gancio fino ad ottenere un impasto bello incordato. Questa operazione richiede almeno 20 min, di lavorazione. Dopodiché versare in una terrina e coprire con pellicola e lasciar lievitare per almeno 2 ore in un luogo caldo e asciutto. Trascorse le due ore stendere la carta forno sulla placca. Ungersi molto bene le mani di olio e formare delle palline avendo l’accortezza di distanziarle sufficientemente l’una dall’altra affinché durante la seconda lievitazione non si attacchino tra di loro. Riporle nel forno spento e lasciar lievitare per un’altra ora. Adesso in una scodellina sbattere un tuorlo con un cucchiaio di latte e spennellarlo sulla parte superiore delle mezze pesche. Una volta cotte e raffreddate svuotarne leggermente il centro ed intingere nella bagna all’alchermes; quindi riempire di crema pasticcera. Unire le due mezze pesche, infarinare con lo zucchero semolato e decorare con una ciliegia candita.

 Cottura: 180° per 10-15 min. (fino a colorazione) in forno statico.

P.S. Consiglio di mettere nel fondo del forno un tegamino con dell’acqua per creare la giusta umidità.

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PROFITTEROL SCURO


Ingredienti per circa 50 palline Bignè cotti Crema pasticcera 200 gr panna fresca Glassa di copertura pasta di limone (facoltativo)

Per la pasta choux
200 gr di acqua 200 gr di farina debole (150-180W) 200gr di uova 150 gr di burro un pizzico di sale un pizzico di zucchero

Procedimento pasta choux
In una pentola mettere l’acqua con il burro, il sale e lo zucchero, portare a bollore. Versare tutta la farina in una volta sola e girare con una frusta o una spatola girando energicamente fino a quando il composto non si stacca dalle pareti. Trasferire in una ciotola e far raffreddare un pochino girando di tanto in tanto Unire le uova in due-tre volte tenendone un poco di riserva per capire il reale bisogno dell’impasto Una volta ottenuto un composto morbido ma sostenuto come una crema pasticcera, trasferire il composto in una sac à pòche con bocchetta liscia e formare delle piccole palline su una teglia da forno leggerissimamente imburrata. eliminare eventuali punte sulle palline premendo delicatamente con un dito bagnato di acqua. Cuocere a 220° forno statico per 15 minuti circa.


 Per la crema pasticcera
500 ml di latte intero 80 gr di tuorli 170 gr di zucchero 20 gr di amido di mais 20 gr di amido di riso °° vaniglia, limone

Procedimento crema pasticcera
Mettere il latte in una casseruola portare a bollore. Nel mentre in una ciotola montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere gli amidi e amalgamare bene. Quando il latte bolle versarvi sopra il composto di uova. Attendere che riprenda il bollore e amalgamare energicamente con una frusta per qualche istante. Togliere dalla pentola e trasferire in una ciotola coprendo con della pellicola a contatto Se si vuole procedere con la crema veloce al microonde, si può seguire questo procedimento °°
Se non si ha a disposizione l’amido di riso, si può usare quello di frumento, detto frumina.

 Per la copertura fondente
320 gr di acqua 220 gr di zucchero 75 gr di cacao amaro 7 gr di gelatina alimentare


Procedimento copertura fondente
In una pentola amalgamare zucchero e cacao Aggiungere l’acqua amalgamando con una frusta Porre sul fuoco e portare a bollore Se si è in possesso di un termometro, far bollire fino alla temperatura di 105° Se non si possiede un termometro, calcorare 10 minuti di cottura dal momento che bolle Togliere dal fuoco e far raffreddare. Nel mentre mettere la gelatina a bagno in acqua fredda per circa 10 minuti Strizzare la gelatina e unirla alla glassa ottenuta girando bene con una frusta per distribuire uniformemente Passare tutto al colino per eliminare eventuali grumi e far raffreddare. Và usata ad una temperatura indicativa di 35°-40° Assemblaggio profiteroles Montare la panna, usarne 150 gr circa per alleggerire la crema serbandone la rimanenza per le decorazioni. La pasta limone è facoltativa, ma se si gradisce dare un pò di freschezza alla crema, aggiungere 10 gr circa prima della panna. Trasferire la crema in una sac à pòche con bocchetta adatta Bucare con il beccuccio i bignè e riempirli di crema Se la glassa è stata preparata abbastanza in anticipo o il giorno prima, scaldare un pochino al microonde. Immergere i bignè riempiti nella glassa, prelevarli con una forchetta e sistemarli sul piatto da portata, partendo con una base uniforme e proseguendo a piramide fino in cima. Irrorare leggermente partendo dalla cima della piramide i bignè con la copertura per riempire i buchi. Decorare con ciuffetti di panna montata Tenere in frigo fino al momento di servire. Buona degustazione!

Tortine con mele e cioccolato


Ingredienti 1 cucchiaio cacao amaro 1 cucchiaio calvados 2 dl panna per dolci 30 gr zucchero 25 gr farina 200 gr cioccolato fondente 25 gr burro 1 uova 1 mela q.b. sale

Procedimento 25 g di farina un cucchiaio raso di cacao amaro un uovo 30 g di zucchero 25 g di burro una mela golden un cucchiaio di calvados o altro distillato di mele 200 g di cioccolato fondente 2 dl di panna fresca da montare sale

 1) Raccogliete l'uovo in una ciotola con 15 g di zucchero e un pizzico di sale e montateli con una frusta elettrica fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Setacciate la farina con il cacao e fateli cadere direttamente sulle uova montate; amalgamate gli ingredienti, aggiungete 15 g di burro fuso freddo e mescolate.
2) Suddividete il composto in 4 stampini a pareti lisce del diametro di 10 cm, rivestiti con carta da forno; mettete le tortine in forno a 180°, cuocetele per una decina di minuti e sfornatele. Spezzettate il cioccolato e raccoglietelo in una ciotola. Portate la panna al punto dell'ebollizione e versatela, a filo, sul cioccolato. Mescolate fino a ottenere una crema omogenea che lascerete raffreddare.
 3) Sbucciate la mela, eliminate il torsolo e tagliatela a dadini; scaldate bene il burro rimasto in una padella antiaderente, aggiungete i dadini di mela e cuoceteli a fuoco vivo per 3-4 minuti; unite lo zucchero rimasto, lasciatelo caramellare, bagnate con il calvados e subito dopo infiammatelo per far evaporare l'alcol. Appena le fiamme si saranno spente, togliete dal fuoco e lasciate intiepidire. Sformate le tortine di cioccolato e suddividete le mele al centro di ciascuna.
4) Montate il composto di panna e cioccolato con la frusta elettrica per 3-4 minuti; disponete un dischetto tagliapasta del diametro di 6-7 cm sopra ogni tortina e riempitelo con la crema di cioccolato. Scaldate la lama di un coltellino, passatela tra la crema e il disco di metallo e sfilate quest'ultimo. Trasferite le tortine in frigo per 2 ore e al momento di servire decoratele, se volete, con piccole mele selvatiche.

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Nocciole al cioccolato fondente


INGREDIENTI: 200 gr nocciole tostate 200 g. di cioccolata fondente Pirottini di carta colorati per cioccolatini Si possono anche sostituire le nocciole con le mandorle.


PREPARAZIONE: Fate sciogliere a fuoco bassissimo il cioccolato fondente. Unite le nocciole e mescolate bene in modo che siano completamente ricoperte dal cioccolato. Con un cucchiaio da cucina riempite i pirottini di carta e lasciate raffreddare in un luogo fresco. Ed ecco che in un attimo i cioccolatini sono pronti …


Buon appetito!
E buone feste a tutti!

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Cestini con crema pasticcera


Ingredienti per 24 cestini Farina 00 250 gr Burro 150 gr Zucchero a velo 200 gr Limoni scorza grattugiata di 1 Sale un pizzico (2 gr) 5 tuorli (uova) per la crema pasticcera Latte 500 ml Maizena 50 gr Uova 6 tuorli Zucchero 150 gr Vaniglia 1 bacca (o una bustina di vanillina) per guarnire 2 Kiwi 12 Fragole 12 Lamponi 24 Mirtilli 10 grappolini di Ribes mezza bustina preparato in polvere per gelatina (tipo Tortagel) Acqua 125 ml Zucchero 2 cucchiai 24 foglioline piccole di Menta fresca 


Procedimento: Preparate la pasta frolla, mescolate con lo zucchero a velo e la farina di una spianatoia e formate la classica fontana, aggiungete il sale, la scorza grattugiata di mezzo limone e il burro (temperatura ambiente). Con le mani, ammorbidite il burro, impastatelo con la farina e gli altri ingredienti, fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. Riformate la fontana, mettete al centro i tuorli e impastate con le mani. Dovrete ottenere un panetto compatto e liscio. Copritelo con la pellicola trasparente e mettetelo in frigo per almeno un’ora. Trascorsa l’ora, stendete con un mattarello, alta circa mezzo cm e con un coppa pasta di diametro 8,5 cm ondulati, ricavate circa 20 cerchi di pasta, reimpastando e stendendo i ritagli avanzati. Foderate gli stampi tondi del diametro di circa 8,5 cm facendo aderire l’impasto alle pareti dello stampino. Posizionate gli stampi su una leccarda, bucate la pasta con i rebbi di una forchetta e infornateli in forno statico preriscaldato a 170° per 20 minuti circa. Dovranno risultare dorati. Se avete un forno ventilato, dovranno cuocere per 15 minuti a 160°. Sfornateli, lasciate intiepidire e sformate su un vassoio. Preparate la crema pasticcera. Riscaldate il latte con metà della bacca di vaniglia e i suoi semi. In una ciotola sbattete con la frusta, il tuorlo e lo zucchero e aggiungete la farina. Con una pinza, eliminate la bacca e versate il latte riscaldato sul composto a filo, amalgamando con la frusta. Riportate il composto sul fuoco e mescolate in modo continuativo fino a che la crema risulterà addensata. Mettete in una ciotola e lasciatela raffreddare, conservandola con un foglio di pellicola a contatto. Preparate la gelatina. In un pentolino sciogliete mezza bustina di gelatina in polvere, due cucchiai di zucchero con 125 ml di acqua. Fate bollire e dovrà risultare trasparente. Adesso occupatevi della frutta, tagliatela (dopo averla lavata) in pezzi: ricavate delle fette di fragola, per il senso della lunghezza; ottenete mezze lune di kiwui, tagliando a metà, sgranate i ribes. Mettete la crema in un sac-à-poche con bocchetta stellata e farcite i cestini di pasta frolla. Guarnite i cestini con la frutta che avete preprarato in precedenza. Decorate con piccole foglie di menta (se ne avete a disposizione) Con l’aiuto di un pennellino lucidate i vostri cestini di frutta con la gelatina. Lasciate in frigo fino al momento di servirli.

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giovedì 22 dicembre 2016

LA LEGGENDA DELLA STELLA DI NATALE… (leggetela, è bellissima)



Era la vigilia di Natale, in fondo alla cappella, Lola, una piccola messicana, in lacrime pregava: “Per favore Dio mio, aiutami! Come potrò dimostrare al bambino Gesù che lo amo? non ho niente, neanche un fiore da mettere a piedi del suo presepe” D’un colpo apparve una bellissima luce e Lola vide apparire accanto a lei il suo angelo custode. “Gesù sa che lo ami, Lola, lui sa quello che fai per gli altri. Raccogli solo qualche fiore sul bordo della strada e portalo qui.” disse l’angelo. “Ma sono delle cattive erbe, quelle che si trovano sul bordo della strada” rispose la bambina. “Non sono erbe cattive, sono solo piante che l’uomo non ha ancora scoperto quello che Dio desidera farne.” disse l’angelo con un sorriso . Lola uscì e qualche minuto più tardi entrò nella cappella con in braccio un mazzo di verdure che depositò con rispetto davanti al presepe in mezzo ai fiori che gli altri abitanti del villaggio avevano portato. Poco dopo nella cappella si senti un breve sussurro, le erbe cattive portate da Lola si erano trasformate in bellissimi fiori rossi, rosso fuoco. Da quel giorno le stelle di Natale in Messico sono chiamate “Flores de la Noce Buena”, fiori della Santa Notte


 Nel 1825 Joel Poinsett, ambasciatore americano in Messico, riportò in America semi di Stelle di Natale e le fece conoscere in tutto il mondo! ♥♥♥

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LETTERA AGLI AMICI.BELLISSIMA DA LEGGERE E CONDIVIDERE CON I VOSTRI AMICI PIU’ CARI…


Se sapessi che oggi è l’ultimo giorno che ti vedo uscirei dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni parola per poterle ascoltare una o più volte ancora. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, ti direi “ti amo” e non darei scioccamente per scontato che già lo sai. 

Sempre c’è un domani e la vita ti da un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò. Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse sicuramente rimpiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio. Tieni chi ami vicino a te, digli quanto hai bisogno di loro, amali e trattali bene, trova il tempo di dirgli “mi piace”,”perdonami”,”per favore”,”grazie” e tutte le parole d’amore che conosci.

fonte (G. G. Marquez)

Come Friggere senza impuzzolire casa, trucchi geniali per non lasciare odori


Tutte le cucine che si rispettino hanno ormai la cappa aspira-odori, che solitamente non scarica i fumi all’esterno dell’abitazione, ma li filtra per mezzo del materiale filtrante di cui è dotata. Ma si sa, quella è una delle cose che non si cambia mai, perché nessuno o in pochi ci pensano, per cui prima o poi non potrà più svolgere correttamente il suo lavoro.



E allora non resta che adottare qualche piccolo trucchetto, originale a volte, ma sicuramente efficace, in grado quindi di limitare al massimo il danno.Per inciso, quando si frigge è altamente consigliabile utilizzare l’olio di oliva, o l’extravergine, perché regge meglio le alte temperature e non produce quindi sostanze nocive per l’organismo, come avviene invece con l’olio di semi.


È anche possibile spremere all’interno dell’olio mezzo limone e poi mettere direttamente in padella, o nel recipiente utilizzato per friggere, quello che resta del limone, buccia compresa. Donerà un aroma piacevole al fritto, anche perché spesso alle frittura si aggiunge del limone come condimento, e in più eliminerà tutti gli odori.


fonte (www.salutebellezzaonline.it)

mercoledì 21 dicembre 2016

Panettone alla cassata


1 panettone di circa 1 kg 500 g di ricotta 150 g di canditi misti 100 g di gocce di cioccolato 125 g di zucchero a velo vanigliato q.b. liquore all’arancia o rhum 2 cucchiai di cacao amaro 100 ml di panna montata

 Per la glassa: q.b. liquore all’arancia o rhum q.b. zucchero a velo vanigliato

 
Preparazione: Tagliare la base del panettone ad un’altezza di circa due cm. Ribaltarlo e svuotare la parte centrale. Spennellare con il liquore. Mettere la ricotta in una terrina, aggiungere lo zucchero a velo ed amalgamare bene fino ad ottenere una cremina bella liscia. Aggiungere un cucchiaio di liquore, i canditi e la panna montata. Per ultimo le gocce di cioccolato. Ora prendere una parte dell’impasto ed aggiungerci il cacao setacciato. Procedere quindi alla farcitura iniziando con la farcia al cacao aiutandosi con una spatola e procedere con quella alla vaniglia. Rimettere la base del panettone e chiudere premendo leggermente. Sigillare il panettone in un sacchetto per surgelati e riporre il frigo. Glassarlo e decorarlo solo un paio di ore prima del consumo.

 Preparazione per la glassa: Versare in una terrina lo zucchero a velo ed aggiungere il liquore fino ad ottenere una cremina liscia.

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Pandoro al tiramisù


Ingredienti 1 pandoro 500 gr di mascarpone 6 uova 5 cucchiai di zucchero cacao amaro caffé q.b latte q.b.



Procedimento: Separate gli i tuorli dagli albumi. Montate gli albumi a neve e in un’altra ciotola montate i tuorli con lo zucchero. Ai tuorli aggiungete il mascarpone e continuate a montare fino ad avere un composto omogeneo. Unite gli albumi poco alla volta (non mescolate con la frusta elettrica!). Usate un cucchiaio di legno e amalgamate gli albumi mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. Mescolate finché la crema non sarà densa e omogena. Se volete, alla crema al mascarpone potete aggiungere anche un filo di Bayles. Nel frattempo avrete preparato anche 5 caffettiere piccole di caffè e lo avete zuccherato e diluito con il latte. Avrete tagliato il pandoro a fette alte circa 3-4 cm. Su un piatto adagiate la base del pandoro, irrorate con il caffè, versate abbondante crema al mascarpone e spolverizzate con il cacao amaro. Continuate per tutti gli strati e alla fine otterete un gustoso pandoro al tiramisù!

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Zuccotto alla ricotta e cioccolato


Ingredienti dello zuccotto alla ricotta e cioccolato 1 torta margherita piccola 500 grammi di ricotta 5 dl di panna 200 grammi di zucchero a velo 1 baccello di vaniglia 200 grammi di scaglie di cioccolato fondente 100 grammi di scorzette di arancia candite maraschino burro


Preparazione dello zuccotto alla ricotta e cioccolato Cominciate passando la ricotta al setaccio e mescolatela con 100 grammi di zucchero a velo e i semi della vaniglia. Prendete lo zucchero rimasto e unitelo alla panna per montarla. Tenete un po’ di panna da parte, mentre l’altra incorporatela alla ricotta, unendo poi il cioccolato e le socrze di arancia. Mescolate con cura, coprite e fate riposare in frigorifero. Tagliate la torta margherita a fette alte un centimetro, imburrate lo stampo da zuccotto, rivestitelo di pellicola e foderatelo con le fette di torta. Bagnate le fette con il maraschino, versate metà della farcia di ricotta e coprite con altre fette di torta. Bagnate con il maraschino, riempite con la farcia di ricotta e chiudete con le fette di torta rimaste. Tenete in frezer per 2 ore. Prima di servire, togliete lo stampo dal freezer e tenetelo a temperatura ambiente per almeno 20 minuti: decorate poi con la panna montata tenuta da parte e con delle scaglie di cioccolato fondente.

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Tronchetto al cioccolato bianco e mandorle


Uno dei dolci sempre presenti sulle tavole natalizie è il tronchetto di Natale. Io lo trovo davvero irresistibile con quel ripieno cremoso ed avvolgente. Questa volta però ve ne vorrei proporre uno un po’ diverso dal solito, sia per quanto riguarda la farcitura che la copertura, ovvero il tronchetto al cioccolato bianco e mandorle. Quindi una pasta biscuit semplice e veloce come base, un ripieno di ganache al cioccolato bianco, super golosa, ed infine una copertura di panna montata e mandorle tostate a lamelle.Tronchetto al cioccolato bianco e mandorle Per il rotolo: 80 gr di farina 00 | 140 gr. zucchero a velo | 3 uova | 1 bustina vanillina | 1 cucchiaino lievito in polvere vanigliato | Per la crema ganache: 300 gr cioccolato bianco | 250 ml panna fresca | Per la copertura: 250 ml di panna da montare | 100 gr. mandorle a lamelle tostate

 
Preparare la base montando i tuorli con lo zucchero e gli albumi a parte. Unire ai tuorli già montati la farina setacciata con il lievito, 2 cucchiai di acqua fredda e la vanillina. Una volta ottenuto un composto omogeneo aggiungere gli albumi montati a neve delicatamente. Trasferire il composto in una teglia rettangolare e cuocere a 180 °C per 15 minuti circa. Una volta cotta, sfornare e arrotolare su un canovaccio pulito inumidito. Fare riposare, Nel frattempo preparare la ganache facendo fondere insieme il cioccolato bianco con la panna. Una volta freddi di frigorifero montarli leggermente per ottenere una crema spumosa. Montare la panna a neve ferma. Farcire il rotolo con la crema ganache, arrotolarlo, coprirlo interamente con la panna montata e decorare con le mandorle tostate a lamelle.

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TORTA AL PISTACCHIO RICOPERTA DI CIOCCOLATO


ingredienti: pan di spagna 6 uova intere 180 gr di zucchero 150 gr di farina 00 farcia crema al pistacchio: 2 uova 130g di zucchero 400 ml di latte 3 cucchiai di maizena 1 bustina di vanillina 3 cucchiai di pasta di pistacchio crema di ricotta: 250 g di ricotta 50 g di zucchero gocce di cioccolato bagna:liquore

Preparazione: Nel pan di spagna ho aggiunto 2 cucchiai di pasta di pistacchio.Mentre si lascia cucinare nel forno prepariamo le creme. Per prima cosa in un pentolino versate il latte e la bustina di vanillina,a fuoco dolce portate a ebollizione,nel frattempo lavorate le uova con lo zucchero e montate bene il tutto,aggiungete la maizena e mescolate bene,versate poco alla volta il latte sempre Ora prepariamo la crema di ricotta,passate la ricotta nel passa verdure (io l’ho passata 2 volte) o nel setaccio aggiungete lo zucchero e lavorate bene aiutandovi con una frusta versate le gocce di cioccolato e mescolate il tutto.
Tagliate il pan di spagna ottenendo 2 dischi,dopo aver bagnato bene il pan di spagna nel primo disco versate la crema di ricotta,nel secondo la crema di pistacchio. -continuando a mescolare.Mettete il tutto nel pentolino e a fuoco dolce continuate a mescolare,quando la crema avrà raggiunto la giusta consistenza togliete dal fuoco.Lasciate raffreddare e aggiungete la pasta di pistacchio,mescolate bene e lasciate riposare. Per prima cosa in un pentolino versate il latte e la bustina di vanillina,a fuoco dolce portate a ebollizione,nel frattempo lavorate le uova con lo zucchero e montate bene il tutto,aggiungete la maizena e mescolate bene,versate poco alla volta il latte sempre continuando a mescolare.Mettete il tutto nel pentolino e a fuoco dolce continuate a mescolare,quando la crema avrà raggiunto la giusta consistenza togliete dal fuoco. Lasciate raffreddare e aggiungete la pasta di pistacchio,mescolate bene e lasciate riposare.per la glassa al cioccolato 400g di cioccolato fondente 100g di burro (dosi per coprire una torta da 26 cm) Basta sciogliere a bagno maria il 200g di cioccolato con 50g burro,una volta sciolto l’ho distribuito uniformemente sulla teglia da forno capovolta,poi l’ho fatto solidificare in frigo. Una volta pronto,con un coltello a lama lunga non addentata ho ricavato delle sfoglie di cioccolato che ho posizionato sulla torta. Poi basta ripetere l’operazione con l’altro cioccolato.fonte sette veli

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IL TORRONE


Ingredienti: 300 g Miele 300 g Zucchero 100 g Acqua 150 g Nocciole tostate 550 g Mandorle tostate 3 albumi Uova 1 bustina Vanillina 2 Limoni, scorza 30 Ostie da pasticceria


Procedimento: Ponete una pirofila a bagnomaria, adagiatevi il miele e lasciate cuocere per 90 minuti a fiamma moderata, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. Il miele si riterrà pronto quando versandolo (una goccia di prova) in poca acqua fredda si solidificherà. Nel frattempo fate cuocere lo zucchero insieme all’acqua. Verificate che sia pronto versando una goccia in un piattino: dovrà formare una perla biancastra e croccante. Montate a neve ben soda gli albumi, quindi uniteli al miele ormai pronto. In questo modo otterrete un rigonfiamento del miele, che diventerà bianco e spumoso. Continuate ancora per altri 5 minuti ed aggiungete anche lo zucchero, mescolando fino ad ottenere un composto piuttosto indurito. Unite a questo punto le mandorle, le nocciole, la scorza dei limoni grattugiata (solo la parte gialla), la vanillina e mescolate con cura fino ad amalgamare il tutto in maniera perfetta. Prendete metà delle ostie a vostra disposizione e ricoprite lo stampo. Inserite il composto, livellate e coprite con la rimanenza delle ostie. Dovrete ottenere uno spessore di circa 3/4 cm. Lasciate riposare il torrone per 30 m. Capovolgete lo stampo su piano di lavoro e tagliate il torrone a pezzi. Avvolgete i pezzi in carta pergamena e poi in carta d’alluminio. Conservate in luogo fresco ed asciutto.


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Torta mars


Ingredienti per una torta dal diametro di 24 cm: Burro 80 gr Cioccolato barrette Mars, 7 (300 gr circa) Riso soffiato (Rice Krispies), 200 gr … per decorare: Cioccolato al latte, 100 gr


 PREPARAZIONE Per preparare la torta Mars iniziate foderando con della carta da forno una tortiera con stampo a cerniera da 24 cm di diametro . Tagliate i Mars a pezzetti e metteteli a fondere in una casseruola con il burro (potete anche utilizzare il forno a microonde); quando saranno ben fusi aggiungeteli ai chicchi di riso soffiato (Rice Krispies) e mescolate molto velocemente per amalgamare il tutto . Attenzione, dovete svolgere questa operazione molto velocemente perché il caramello contenuto nei Mars si solidificherà in fretta! Versate il composto nella tortiera e livellatelo , aiutandovi con un pezzetto di carta da forno: mettete un pezzetto di carta da forno sull’impasto e livellatelo con le mani. Mettete a rassodare la torta in frigorifero per un’ora. Sformate la torta e realizzate la decorazione: fondete al microonde il cioccolato al latte, mettetelo in una sac à poche e effettuate delle colate fitte di cioccolato .

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Torta all'ananas


Ingredienti 400 g Ananas Sciroppata 2 n Kiwi 2 n Pan Di Spagna Dischi 250 g Panna Da Montare 1 bi Sherry 10 n Uva Nera Acini


Preparazione 2 dischi di Spagna gia pronti di 24 cm di d i a m e t r o , 400 g d i ananas a fette sciroppato un bicchierino di sherry o di Marsala, 250 g di panna da montare, 2 k i w i , 10 a c i n i di uva nera. Sgocciolate l’ananas dallo sciroppo di conservazione. Raccogliete meta del liquido in una ciotola e mescolatelo allo sherry, quindi con il miscuglio inzuppate i 2 dischi di pan di Spagna. Montate la panna ben fredda e aiutandovi con una spatola distribuitela in modo uniforme su un disco di pan di Spagna. Distribuitevi sopra meta delle fette di ananas, prima divise in 2 parti. Coprite con i l secondo disco di pan di Spagna e decorate con la panna rimasta. Disponete al centro l’ananas rimasto ridotto a ventaglietti e completate con i kiwi a fettine sottili e gli acini d’uva divisi a meta. Trasferite la torta su un piatto da dessert e tenete in frigo fino al momento di servire.

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Ecco come fare la Cotognata


Ingredienti: mele cotogne 2 kg; zucchero 1,5 kg il succo di un limone

 PREPARAZIONE Le mele cotogne, intere e con la buccia, si pongono in una larga pentola in acqua fredda, dopo averle ben lavate. Bisogna aver cura che l’acqua di cottura sia abbondante e che le mele galleggino bene nella pentola. In questa fase la pentola va posta su un fuoco vivace. Dalla comparsa dei bollori le mele devono continuare a cuocere per almeno un quarto d’ora. Il segnale che la cottura è completa è dato dalla spaccatura della buccia delle mele cotogne. A quel punto è possibile spegnere il fornello e togliere le mele dall’acqua. Le mele vanno poste a raffreddare e a scolare all’interno di uno scolapasta. Quando la temperatura è scesa a tal punto da poterle maneggiare agevolmente bisogna pelarle e tagliarne la polpa che si userà per la marmellata.La polpa cotta ridotta al coltello in pezzettoni, si setaccia a mano con l’aiuto di un passatutto, uno strumento ancora oggi facile da reperire presso i negozi di casalinghi. Anche questo passaggio ha la sua importanza nel determinare la qualità del prodotto finito e può fare la differenza tra un prodotto straordinario e uno di qualità corrente. L’uso di un frullatore elettrico a immersione, ad esempio, se da una parte velocizza notevolmente il lavoro e accorcia i tempi di preparazione, dall’altro causa l’inglobamento di una grande quantità di aria nella massa frullata, provocando in questo modo l’ossidazione delle sostanze profumate.A questo punto è necessario pesare la polpa che si è ottenuta prima di porla nuovamente in pentola. La quantità esatta di zucchero da aggiungere durante la cottura, infatti, deve essere circa il 20% in più rispetto alla quantità di polpa netta usata. Questo significa che se dai 2 kg di mele usati inizialmente si ottiene una quantità di polpa pari a 1300 g, useremo una quantità di zucchero di circa 1550 g . Approssimativamente, per quantità di questo ordine di grandezza si può pensare di aggiungere una quantità di zucchero pari al peso della polpa più 250 grammi. La miscela polpa-zucchero si pone in pentola e si addiziona del succo di un buon limone. Il ruolo del limone, ricco di vitamina C, oltre a quello di contribuire con il suo carattere acido al sapore finale della cotognata (stemperando così il dolce aggressivo dello zucchero) è anche quello di prevenire l’ossidazione del prodotto, che causerebbe un imbrunimento eccessivo della marmellata e la comparsa di sapori estranei. La massa così ottenuta va mescolata a lungo (il tempo è il segreto di tutto), prima di porre la pentola sul fuoco, con un cucchiaio di legno.

NOTA BENE: il cucchiaio deve assolutamente essere di legno e non di metallo. Una volta ottenuta una miscela bene omogenea di zucchero, polpa di mele cotogne e succo di limone, il tutto si pone in una pentola a cuocere a fuoco lento. I primi bollori compaiono di norma dopo circa 10 minuti. Durante tutto il tempo di cottura bisogna avere cura di mescolare la marmellata raschiando bene il fondo della pentola per evitare che la polpa si surriscaldi e si attacchi. Il mescolamento, inoltre, garantisce una più uniforme distribuzione del calore nella polpa e permette di ottenere un prodotto più fine e omogeneo. La cottura, in totale, deve durare da 20 a 30 minuti. Durante questo periodo la marmellata si addensa e si rassoda. Il momento giusto per interrompere la cottura si riconosce facendo la cosiddetta “prova del piattino”. Con il cucchiaio di legno si preleva una piccola quantità di marmellata e la si pone al centro di un piattino da caffé. Si solleva poi il piattino e lo si mette in posizione verticale per osservare il comportamento della goccia. Se questa cola verso il basso la marmellata non è ancora pronta e bisogna continuare a mescolarla sul fuoco lento. Quando la goccia al centro del piattino posto in verticale non cola, è segno che la marmellata di mele cotogne è pronta per essere tolta dal fuoco.A questo punto si può spegnere il fornello e cominciare a versare la marmellata nei caratteristici stampi artigianali di terracotta. La marmellata deve rimanere a riposare all’interno degli stampi di terracotta coperta da una fitta rete che permetta l’allontanamento del vapore e tenga lontane mosche e altri insetti che potrebbero essere attratti dal delizioso profumo che si sprigiona soprattutto quando la marmellata è ancora calda. All’interno degli stampi la marmellata si raffredda, si asciuga e si rassoda. La permanenza nello stampo si deve prolungare per almeno una settimana. Il momento giusto per togliere la marmellata dagli stampi si riconosce dal fatto che essa si stacca facilmente dalla superficie interna, conservando la forma caratteristica impressa dallo stampo. A questo punto il processo di maturazione della marmellata non è ancora completo. La cotognata, fuori dagli stampi deve restare ad asciugare all’aria, sempre protetta da una rete, per almeno altri dieci giorni, in un luogo buio, fresco, pulito e asciutto. Il segno che la vostra marmellata di mele cotogne sia pronta per il consumo è la comparsa dei caratteristici piccoli cristalli di zucchero sulla superficie.

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Cane abbandonato piange. La foto commuove il web.


Siamo a Membrasteni, un piccolo paese del Nord Italia, ove è successo, purtroppo, quello che molto spesso accade: un cane è stato abbandonato. A ritrovarlo sul ciglio della strada, è stata Mariagrazie Foundi, che con il suo buon cuore, ha preso l’animale, lo ha portato a casa e gli dato tutte le cure del caso. Mariagrazia ha scattato una foto all’animale appena trovato: l’immagine ha commosso il web di tutto il mondo, le lacrime calde hanno inondato il volto del cane, lasciando tutti senza fiato, anche perché, come spesso succede in questi casi, gli animali soffrono di più il tradimento da parte dei loro padroni: “Sono rimasta stupita di quello che è accaduto” dice la donna “Come si può, nel 2016, abbandonare gli animali ancora in questo modo? Insomma, ci sono tanti modi per agire ma come si fa? La gente che non vuole avere animali, non dovrebbe prenderne, questa è la verità, si tratta di persone senza cuore”.


 Ma tutto bene quel che finisce bene, il cane, infatti è stato adottato da Mario Pummaroli, residente del posto che si è subito affezionato all’animale e alla sua storia e ha deciso di tenerlo senza se e senza ma. Ora si chiamerà Hope, per ricalcare quella speranza di buona vita che tutti gli esseri viventi sul pianeta dovrebbero avere. E anche noi speriamo che le cose per questo animale vadano per il verso giusto. A volte l’esistenza ti pone davanti a cose non belle, l’importante è correggerne il tiro adeguatamente. Vai Hope, torna libero a correre come non mai. E non piangere più.

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PREGHIERA DI CONFORTO PER LE PAURE E INSICUREZZE


Gesù, ti presento tutte le mie paure: la paura di essere ri­fiutato da Dio, la paura nei confronti degli altri, la paura di certi luoghi e animali, la paura dinanzi al futuro e a situazio­ni difficili, la paura di dare una brutta impressione di me stesso.

 Ti presento tutte le mie insicurezze, i miei dubbi, le mie incertezze, il disprezzo che a volte sento di me stesso e della mia vita.

 Per queste paure e insicurezze mi sento come in mezzo a una tempesta. Tu hai detto agli apostoli sul lago di Galilea in tempesta: "Coraggio, sono io, non temete!".

 Dillo anche a me e nel mio cuore si placheranno le onde furiose dell'insicurezza e della paura.

 Liberami da ogni dubbio e incertezza irragionevole, da ogni disprezzo di me stesso e della vita.

 Sii Tu il mio coraggio, la mia sicurezza, il mio punto d'appoggio, la mia forza di vivere e di agire.

 Infondi in me il tuo Spirito Santo che è Spirito di potenza e di libertà. Cuore di Gesù, confido e spero in te.

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lunedì 19 dicembre 2016

Ecco come sostituire l’UOVO in cucina


Molti non sanno che le uova possono essere sostituite dal consumo di altri alimenti. Questo è importante soprattutto per i vegani che escludono dalla loro alimentazione la carne di qualsiasi animale e tutti i prodotti di origine animale, ma anche per i soggetti intolleranti ad alcuni costituenti dell’uovo, o ancora chi preferisce una cucina dietetica. A cosa servono le uova nelle ricette Le uova vengono utilizzate per due motivi: – per facilitare la lievitazione – per amalgamare gli ingredienti per la loro proprietà legante Ma come si possono sostituire le uova nelle ricette? Se non si è certi che le uova vengano utilizzate per la lievitazione o per amalgare gli ingredienti la cosa migliore da fare è aggiungere alla ricetta 4 grammi di cremor tartaro insieme a 3 grammi di bicarbonato importante per la lievitazione.

 COME SOSTITUIRE L’UOVO IN CUCINA Le uova vengono ormai aggiunte a tutte le tipologie di ricette, molto spesso però vengono sostituite da altri alimenti non solo dai vegani, ma anchi chi preferisce una dieta meno calorica.

 ALIMENTI CHE SOSTITUISCONO L’UOVO – Latte di soia Quando si prepara ad esempio la maionese, potete sostituire le uova con il latte di soia liquido, o in polvere se disciolto nella corretta quantità di acqua. – Fecola di patate e banana Si può sostituire l’uovo anche con la fecola di patate per preparare una buona crema pasticcera. Se invece state preparando una torta, potete sostituire le uova necessarie con una mezza banana. – Farina di ceci, aceto di mele e yogurt di soia Altri validi sostituti dell’uova sono la farina di ceci, l’aceto di mele, lo yogurt di soia e i semi di lino nalla preparazione dei biscotti.


 ALTRI VALIDI SOSTITUTI Per essere più precisi nelle dosi un uovo può essere sostituito da: – 2 cucchiai di latte di soia in polvere disciolto in 2 cucchiai di acqua – 2 cucchiai di fecola di patate – 2 cucchiai di amido di mais (maizena) – ½ banana matura (nei dolci) – ¼ di tazza di yogurt di soia (circa 40 grammi) – 2 cucchiai di tofu tritato (che andrà frullato insieme agli altri ingredienti della ricetta nel caso fosse un panetto, aggiunto all’impasto se è vellutato) – 2 cucchiai di farina di ceci – ¼ di tazza di mela grattugiata (circa 40 grammi) – 1 cucchiaio di aceto di mele (questo è particolarmente indicato nelle ricette con cioccolato) – Miscela di semi di lino polverizzata con un mixer con 3 cucchiai di acqua – Prodotti sostitutivi come “No Egg”: una miscela costituita da amido e farina di tapioca e che si trova nei grandi supermercati.

 Biologa Nutrizionista: Maria Leonardi

Niente olio di palma: Ecco la NUTELLA dietetica e gustosa fatta in casa!

Tutti sanno che l’olio di palma è dannoso per la nostra salute. Infatti, molti studi scientifici hanno dimostrato che l’olio di palma aumenta il livello di grassi nel sangue, aumenta il livello del colesterolo cattivo (LDL) rispetto al colesterolo buono (HDL). Siccome però non riusciamo mai a dire di no alla Nutella, in quest’articolo vi sveleremo una ricetta golosa fatta con soli ingredienti naturali per preparare la Nutella dietetica con poche calorie.

INGREDIENTI Per preparare un vasetto di Nutella, avrete bisogno di: – 150 g di cioccolato al latte di ottima qualità – 25 ml di olio di semi – 1 cucchiaino di essenza di vaniglia liquida – 30 g di zucchero – 5 g di cacao amaro – 80 g di nocciole spellate

PREPARAZIONE 1. Innanzitutto cominciate facendo tostare la nocciole in una pentola per circa 3 minuti, agitate di tanto in tanto in modo da evitare che le nocciole si attacchino. 2. Successivamente, togliete le nocciole dalla pentola e tritatele. Frullate le nocciole in modo che rilascino il loro olio. Dovrete ottenere una sorta di pasta cremosa di nocciole, dopodiché aggiungete lo zucchero e amalgamate il tutto. 3. Mettete il composto in una ciotola, aggiungete il cacao e l’essenza di vaniglia. Mescolate bene aiutandovi con una frusta da cucina. 4. In un’altro pentolino, sciogliete il cioccolato a bagnomaria, ed una volta fuso, aggiungetelo poco a poco al composto. Una volta fatto questo, ponete la vostra Nutella fatta in casa in un bel vaso di vetro e mettete in frigo per qualche ora, sino a che la crema si solidifichi. 5. Infine, conservate la Nutella in dispensa e consumatela entro 7-10 giorni. Come avrete potuto osservare, preparare dolci, creme e composti gustosi a basso contenuto di calorie è possibile.

 COME MANGIARLA Potrete spalmare questa crema appena preparata su una fetta di pane bianco, meglio se è integrale. Questa probabilmente è la maniera più comune di gustare la Nutella light. Potete combinarla anche con la frutta, quale ad esempio la banana. O ancora potete preparare dei biscotti o dei dolci aggiungendo questa crema. O semplicemente potete gustarla direttamente dal vasetto. Come gustare questa crema c’è solo l’imbarazzo della scelta!

fonte web

Dedicata... a me...e a tutte voi


Me lo chiedo al posto tuo ma come fai a prendere così tanti schiaffi dalla vita a tornare a casa con i lividi negli occhi le ossa rotte e le stanchezze di chi non vede più in giro le grandi bellezze e continuare ad andare avanti ma come fai ogni volta a reggere i colpi come se nulla fosse a nascondere gli acciacchi ed uscire ancora e tornare sfinita smorta maltrattata ma come fai? me lo chiedo al posto tuo a rimanere esile con gli arroganti delicata con gli uomini dai pugni chiusi innamorarti dove non c'è cuore e cercare perdutamente una cosa buona e tornare sola,
di notte a casa torturata dal mondo e dietro la schiena hai cosi tanti coltelli da sembrare un porta posate della miracorblade e dentro i tuoi occhi hai così tante sconfitte che medichi con la striscia del traguardo che non hai ancora raggiunto ma come fai a crepare come i muri e a rimanere in piedi ancora e ancora in piedi me lo chiedo per te ma come fai? a prendere calci e delusioni da tutti e a restare in piedi dopotutto non lo so come fai io non lo so ma so che ogni volta tu ce la fai e a volte non serve sapere come serve solo continuare a farcela.

 Gio Evan

Ci sono persone che hanno un compagno, ma che si sentono talmente sole e vuote che è come se non lo avessero


Ci sono persone che hanno un compagno, ma che si sentono talmente sole e vuote che è come se non lo avessero. Altre, invece, pur di non aspettare, decidono di camminare accanto alla persona sbagliata e, nel loro egoismo, non permettono a quella persona di allontanarsi, anche se sanno che non la rendono felice. Ci sono persone che portano avanti matrimoni o fidanzamenti ormai distrutti, perché credono che stare da soli sia difficile ed inaccettabile. Ci sono persone che decidono di occupare il secondo posto cercando di arrivare al primo, ma quel viaggio è difficile, scomodo e ci riempie di dolore e di abbandono. Eppure, ci sono altre persone che sono da sole e vivono e brillano e si lasciano travolgere dalla vita nel migliore dei modi. Persone che non si spengono, anzi, al contrario, che ogni giorno si accendono di più. Persone che imparano a godersi la solitudine perché le aiuta ad avvicinarsi a se stesse, a crescere e a diventare più forti dentro. Queste persone sono quelle che un giorno, senza sapere esattamente quando né perché, troveranno al loro fianco una persona che le ama con amore vero e, allora, si innamoreranno nel modo più bello.

Madre Teresa di Calcutta

Un giorno sarai grande (Bellissima da leggere)


Un giorno sarai grande, andrai via da me, non vorrai più che ti faccia il solletico, non vorrai più dormire nel lettone con me. Ti vestirai da solo e non vorrai la mia mano per scendere uno scalino, non correrai più verso di me con le lacrime agli occhi per la paura del buio, non mi cercherai più con lo sguardo in mezzo alla gente. Ti chiederai perché ti chiamo dieci volte al giorno, ti chiederai perché ti cerco con lo sguardo in mezzo alla gente, ti chiederai perché vorrei abbottonarti la camicia, ti chiederai perché vorrei la tua mano per fare uno scalino. E a volte mi odierai, mi chiuderai la porta in faccia,
ti chiederai perché hai me come mamma e non un'altra. Io mi sentirò morire dentro e con il cuore gonfio di lacrime busserò di nuovo alla tua porta perché una mamma torna sempre da suo figlio. E sappilo, amore mio, che dietro ad ogni tuo perché c'è solo una certezza ed è il mio amore per te. Sarò la certezza di ogni tuo dubbio, sarò la luce nei tuoi momenti più bui, sarò sempre la tua mamma e tu sempre il mio bambino.

Bela Metolli

domenica 18 dicembre 2016

LA RICETTA DEI PETRALI DI REGGIO CALABRIA


Ingredienti Per la pasta Frolla:
1 Kg di Farina 00 400 gr di Burro morbido 6 Uova intere 300 gr di Zucchero scorza di un Limone 2 pizzichi di Sale 2 bustine di Lievito per dolci

Per il ripieno:
250 gr di Fichi secchi 50 gr di Uva passa 100 gr di Frutta candita 2 cucchiai di Cacao amaro 80 gr di Noci 50 gr di Mandorle 2 tazzine di Caffè amaro 1 tazzina di Vino cotto (facoltativo) 1 tazzina di Liquore (a scelta) 1 cucchiaino di Cannella in polvere 1 cucchiaino di Chiodi di garofano in polvere Zucchero q.b.

Per la decorazione:
1 Uovo sbattuto Zuccherini colorati


Procedimento Tradizionale:
Per preparare il ripieno dei Petrali sminuzzare finemente i Fichi secchi con un coltello oppure tritarli con l’aiuto di un Frullatore, poi cucinarli in acqua fredda, portando a ebollizione; dopo 5 minuti spegnere e mettere da parte in una grande ciotola. Sminuzzare sempre con un coltello o Frullatore anche l’Uva passa, la Frutta candita, le Noci, le Mandorle e aggiungere il tutto ai Fichi precedentemente tritati e messi da parte nella ciotola. Aggiungere tutti gli altri ingredienti: Cacao amaro, Caffè, Vino cotto, Liquore, Cannella e Chiodi di garofano e amalgamare il composto con un cucchiaio di legno. Assaggiare l’impasto e regolare in morbidezza (eventualmente aggiungere pochissimo Latte) e in dolcezza aggiungendo Zucchero a seconda dei propri gusti personali. Coprire con una pellicola l’impasto e far riposare in frigo (è possibile preparare il ripieno dei Petrali anche un giorno prima). Preparare la Frolla inserendo la scorza del Limone e lo Zucchero nel frullatore, quindi polverizzare a velocità medio-alta. Setacciare la Farina insieme con il Lievito e il Sale e versare tutto su un tavolo da lavoro. Fare una fontana e mettere al centro il Burro morbidissimo, le Uova e lo Zucchero aromatizzato con la buccia di Limone. Impastare a lungo fino ad ottenere un impasto di media consistenza e se necessario aggiungere un po’ di Farina. Lavorare bene e fare un panetto, quindi spostarlo in una ciotola, coprire con un tovagliolo di cotone e lasciare lievitare in un luogo tiepido per circa 30 minuti. Finito il tempo del riposo stendere la frolla sottile su un piano in legno aiutandosi con un mattarello e con un coccapasta (o una tazza) tagliare dei cerchi con diametro di circa 9-10 cm. Al centro posizionare un cucchiaino dell’impasto, chiudere a portafoglio e sistemare i margini dei Petrali così ottenuti, con una rotellina per dolci. Spostare i Petrali su una teglia per dolci imburrata o foderata con carta forno. Con un pennello per dolci glassare i Petrali con l’uovo sbattuto e decorare con gli Zuccherini colorati. Cucinare in forno statico a 150-160° per circa 7-8 minuti o comunque il tempo necessario per la cottura e doratura uniforme. Spostare i Petrali su un vassoio e servire.

 
Procedimento Bimby:
Per preparare il ripieno dei Petrali inserire i Fichi secchi nel Boccale e con qualche colpetto a Turbo sminuzzarli, poi cucinarli in acqua fredda, portando a ebollizione; dopo 5 minuti spegnere e mettere da parte in una grande ciotola. Senza lavare il Boccale mettere l’Uva passa, la Frutta candita, le Noci, le Mandorle e dare piccoli colpetti a Turbo, finché si sminuzza il tutto alla consistenza desiderata, poi aggiungere il tutto ai Fichi precedentemente tritati e messi da parte nella ciotola. Aggiungere tutti gli altri ingredienti: Cacao amaro, Caffè, Vino cotto, Liquore, Cannella e Chiodi di garofano e amalgamare il composto con un cucchiaio di legno. Assaggiare l’impasto e regolare in morbidezza (eventualmente aggiungere pochissimo Latte) e in dolcezza aggiungendo Zucchero a seconda dei propri gusti personali. Coprire con una pellicola l’impasto e far riposare in frigo (è possibile preparare il ripieno dei Petrali anche un giorno prima).
Preparare la Frolla inserendo la scorza del Limone e lo Zucchero nel Boccale, quindi polverizzare a velocità medio-alta. Mettere tutti gli altri ingredienti tranne la Farina e mescolare a velocità medio-bassa. In una terrina capiente sistemare la Farina, mescolare il Lievito per dolci e poi fare un buco al centro, quindi aggiungere tutti gli ingredienti liquidi precedentemente mescolati nel Bimby. Impastare a lungo fino ad ottenere un impasto di media consistenza e se necessario aggiungere un po’ di Farina. Lavorare bene e fare un panetto, quindi spostarlo in una ciotola, coprire con un tovagliolo di cotone e lasciare lievitare in un luogo tiepido per circa 30 minuti. Finito il tempo del riposo stendere la frolla sottile su un piano in legno aiutandosi con un mattarello e con un coccapasta (o una tazza) tagliare dei cerchi con diametro di circa 9-10 cm. Al centro posizionare un cucchiaino dell’impasto, chiudere a portafoglio e sistemare i margini dei Petrali così ottenuti, con una rotellina per dolci. Spostare i Petrali su una teglia per dolci imburrata o foderata con carta forno. Con un pennello per dolci glassare i Petrali con l’uovo sbattuto e decorare con gli Zuccherini colorati. Cucinare in forno statico a 150-160° per circa 7-8 minuti o comunque il tempo necessario per la cottura e doratura uniforme. Spostare i Petrali su un vassoio e servire.


 Nota
 I Petrali sono dolci natalizi tipici di Reggio Calabria, piccoli biscotti di pasta frolla a forma di mezza luna, ripieni con un profumatissimo impasto a base di Fichi secchi, Uva passa, Frutta candita, Noci, Mandorle, Vino cotto e spezie delicatissime. Preparare e gustare i Petrali significa ripercorrere un pezzo di storia reggina, che si ripete ogni anno con una tradizione che dura da secoli…

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